Quanto sei realmente bravo in quello che fai?

Questa mattina mi trovavo a ragionare su quale sia il mio reale livello di bravura nel mondo della giocoleria e del circo, ma soprattutto nella mia capacità di intrattenere un pubblico.
Ragionando su vecchie conversazioni con amici e conoscenti, mi sono reso conto che l’apprendimento funziona allo stesso identico modo quasi in qualsiasi settore.
Sia esso l’imparare a camminare, ad andare in bici, a parlare, a lanciare palline in aria, a fotografare, a pattinare sul ghiaccio, a suonare uno strumento, etc.
Secondo alcuni studi, esistono due tipi di livello di conoscenza/bravure: Quello che percepiamo e quello che in realtà siamo.
Ci troviamo ad affrontare varie fasi:


Fase 1 – Il fomento: Si inizia quasi sempre da un periodo di fomento ed esaltazione. Un periodo di grandi scoperte, milioni di stimoli, tantissime tecniche e nozioni da imparare, tanti obbiettivi facilmente conseguibili ma che ci danno grandi soddisfazioni in un breve lasso di tempo.
Nel mio caso si parla del 2013, quando iniziai a fare spettacoli in piazza. Mi resi conto che con poco ero in grado di far applaudire le persone e che in pochissimo tempo sono arrivato a raccogliere cappelli davvero dignitosi e addirittura qualche ingaggio privato. Tutto fantastico, rose e fiori, fino alla fase 2.

Fase 2 – Il picco del fomento. Ci sentiamo delle comete inarrestabili e sensazionali. Ci sentiamo di fare passi da giganti ogni giorno, finché qualcosa o qualcuno ci fa rendere conto che le nostre ali di cera si sono sciolte e da Icaro diventa un pesce lesso in caduta libera.
Perché non è come credevamo. Perché non siamo così grandi. Perché quello che stiamo facendo è giusto, ma forse ci siamo esaltati un po’ troppo.
E giù in picchiata, fino a sbattere fortissimo la faccia sul frastagliato, duro e spigoloso pavimento della “VALLE DELLA FRUSTRAZIONE”. Un doloroso e potente impatto che ci fa alzare lo sguardo indietro verso quel meraviglioso picco innevato e pacifico dove eravamo poco fa. E ci fa dire “Ma davvero ero così presuntuoso?” “eppure pensavo di essere arrivato”.
Nel mio caso è quando mi sono messo in gioco salendo su un palco vero. Conoscendo gente con decenni di esperienza alle spalle. Rendendomi conto che saper far ridere 20 persone sono capaci tutti. Trasmettere delle emozioni, lasciare un messaggio, far sognare, viaggiare ed impressionare un pubblico è ben diverso.
Fa male questa fase. Fa molto male. Ma è inevitabile se si vuole raggiungere la vera conoscenza, arrivabile solo attraverso la fase 3.

Fase 3 – La salita della speranza.
Con i mezzi di fortuna e la poca grinta che ci rimane ci alziamo in piedi e con la faccia insanguinata alziamo lo sguardo e subito ci si presenta un bivio.
Da una parte abbiamo un cartello con scritto “Discesina della rinuncia con servizio navetta”
Dall’altra abbiamo la “Salita della speranza a piedi. Scalzi. Contro vento.”
A noi la scelta. Torno giù e rinuncio. Non fa per me.
Oppure mi rimbocco le maniche e mi metto a scalare questa lenta, ma graduale salita. Decido di farlo con più saggezza e meno presunzione. Decido di essere sempre consapevole di ciò che sto facendo. Decido di mettere le mani avanti, di far spazio all’umiltà e di imparare per davvero qualcosa.

Quando siamo li che finalmente ci siamo risistemati, abbiamo ritrovato delle scarpe nuove e sentiamo delle soddisfazioni tornare, alziamo lo sguardo e vediamo lei:
L’anima dell’apprendimento.
Rossa fuoco. Alata. Volante. Libera e spensierata. È stata sopra le nostre teste tutto questo tempo, ma non l’avevamo mai notata. Ci era parso di vedere qualcosa cadendo dal picco del fomento, ma non ci importava nulla in quel momento.
Adesso è li, sopra di noi.
Non ci resta altro che raggiungerla e continuare il nostro percorso a braccetto con lei.
Imparare. Conoscere. Mettersi in gioco. Scoprire. Incontrare chi sa di più. Prendere spunto e rendere quelli spunti qualcosa di personale.
Creare. Diventare grandi.

Tutto questo per dire: Non vi preoccupate se a un certo punto vi cadrà il mondo addosso. Fa tutto parte del piano malvagio dell’anima dell’apprendimento.
Crollerete e risalirete più volte, ma se non prenderete la discesa della rinuncia, avrete sempre e solo meravigliose sorprese ad aspettarvi.

Don’t give up!


Cinquepalle.